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venerdì 25 maggio 2018

Jimi Hendrix: accadeva il 24 e 25 maggio del 1968 a Roma


Due giorni da ricordare con un targa al Teatro Brancaccio di Roma...
Il 24 e 25 maggio 1968 Jimi Hendrix sconvolse il pubblico romano con due micidiali concerti…
di tutto un Pop
Wazza








giovedì 24 maggio 2018

Il progetto "Carnascialia": accadeva nel maggio del 1979



Il 24 e 25 maggio 1979 veniva presentato dal vivo a Roma il progetto “Carnascialia”, ideato da Pasquale Minieri e Giorgio Vivaldi del Canzoniere del Lazio.

Un gruppo di 14 elementi, una specie di orchestra popolare; nel disco era presente anche Demetrio Stratos, che recita le strofe di "Fiocchi di neve e bruscolini": fu pubblicato dopo pochi mese della scomparsa dell’ex cantante degli Area.
Dal vivo erano presenti come ospiti Mauro PaganiTeresa De SioAres TavolazziWalter Calloni...
Un disco da rivalutare, una miscela di world music, folk, jazz!
Wazza






Van Der Graaf Generator: accadeva il 24 maggio del 1975


Sulla rivista "Nuovo Sound" del 24 maggio 1975, in copertina il ritorno dei Van Der Graaf Generator.

Dopo lo scioglimento i VDGG tornarono a suonare con il loro nome e incisero tre album nel giro di dodici mesi..."Godbluff" , "Still Life" e "World Record".

Ma la tregua duro poco, infatti dopo l'ultimo album, Banton e Jackson, abbandonarono di nuovo la band !
Di tutto un pop
Wazza





mercoledì 23 maggio 2018

Il compleanno di Patrick Djivas

Compie gli anni oggi, 23 maggio, Patrick Djivas, bassista produttore, francese di nascita, ma naturalizzato italiano. Ha iniziato giovanissimo con il gruppo di "Rocky Roberts",  ma il suo approccio  al basso è arrivato casualmente, per esigenza, come racconta lui stesso:

"Dovevamo andare in Germania a suonare nelle basi americane ma il bassista si prese l'epatite. Mi ricordo che ci trovavamo a Francoforte e dovevamo incominciare a lavorare il giorno dopo. Accompagnammo il bassista, che era scozzese, all'aeroporto, poi ci mettemmo a cercare un sostituto per tutta la città. Ovviamente non si trovò nessuno quindi, siccome è meglio suonare senza chitarra che senza basso, passai tutta la notte a provare i nostri pezzi con il mio nuovo strumento. Il giorno dopo feci il mio debutto come bassista. Beh, non so se fosse stato perché ero un cane alla chitarra o perché il nostro bassista scozzese non era un granché, ma con lausilio della mia ritmica il gruppo girava meglio. Quando il bassista tornò, la dura legge del rock'n roll lo estromise definitivamente. Io diventai il bassista ufficiale del gruppo. La mia vita era cambiata: avevo trovato, il mio strumento, il "trait d'union" tra la ritmica e l'armonia, tra la forza e la dolcezza, il tutto sulla stessa tastiera. Avevo trovato... IL BASSO ".

Dagli Area, "complice" una Jam session all'Altro Mondo di Rimini, entra nella Premiata Forneria Marconi. Dal 1973 ad oggi è ancora il "cuore pulsante" della PFM.
Considerato uno dei migliori bassisti al mondo, si "diletta" anche a comporre sigle televisive e colonne sonore.
Happy Birthday Patrick!
Wazza



martedì 22 maggio 2018

Max Rock Polis intervista i Basta!


Basta!, "Elemento antropico" Fantasia e bravura in chiave toscana
di Max Rock Polis (trasposizione di intervista radio)

Un'immagine di un secolo fa e una gita suggestiva, rielaborate ad arte con un po' di fantasia, sono stati elementi sufficienti ai toscani Basta! per poter comporre il loro concept albumElemento antropico”. Ma cosa altro ci si poteva aspettare da un gruppo che ha siglato il proprio nome con un punto esclamativo? Sentiamo che ne pensano loro.


Allora ragazzi, presentatevi.
D: “Io sono Damiano Bondi e nei Basta! suono la diamonica, che è quella tastierina a bocca che molti di noi hanno suonato alle medie con scarsi risultati. Io con egualmente scarsi risultati [ride, ndr] la suono nei Basta!. Però con un suono un pò migliore perché ci sono un po' di effettini.”

Ma insomma, scarsi risultati sentendoti non direi proprio. Lasciamo perdere la modestia. E poi abbiamo il bassista.
G: “Esatto io sono Giacomo Soldani, Jack per tutti gli aficionados dei Basta!. All'interno abbiamo anche dei nickname, senti un po' come siamo avanti [ride, ndr], e suono la chitarra basso.”

Precisiamo, “chitarra basso elettrica”. Siamo puntigliosi, punto esclamativo.
G: “Sì a cinque corde [ride, ndr].”

Voi siete una band Progressive nota in Toscana e non solo. Parliamo del vostro nome, com'è che vi siete chiamati con questa esclamazione col punto esclamativo dietro.
D: “Allora, l'origine del nome è buffa. Noi, io e il chitarrista Saverio che salutiamo facevamo parte di un gruppo metal che si chiamava Anomaila e facevamo dei concerti quasi sempre con un gruppo di apertura. Quindi nelle locandine scrivevamo “Anomalia e…” il gruppo di apertura. Cinque anni e mezzo fa a un concerto il gruppo di apertura il giorno prima di fare la locandina ci disse che non poteva più venire. Allora noi facemmo la locandina con scritto “Anomalia e basta”, poi ci venne l'idea di fare come apertura un side project, era quasi tutto improvvisato su dei tempi dispari, e di chiamarlo Basta, suonando gli strumenti che ci divertivano di più, per cui allora chiamavamo Andrea a suonare il clarinetto basso e io a suonare la diamonica mentre negli Anomalia suonavo le tastiere. Quindi lo prendemmo un po' come uno scherzo per la serata, poi in realtà i Basta andarono meglio degli Anomalia e decidemmo di puntare sulla nuova situazione.”


E il punto esclamativo c'è sempre stato?
D: “All'inizio no, nella locandina era “Anomalia e Basta”, poi per dargli un che, visto che poi nei live avevamo queste magliette con questo punto esclamativo gigante, è diventato un po' un simbolo, un logo, anche per differenziarci un po', per darci un tocco di originalità ecco.”

I toscani sono sempre fortissimi in invenzioni. Allora questo album “Elemento antropico”, anche questo va spiegato. Che cos'è un elemento antropico?
G: “Gioca sul fatto che un elemento antropos, che gira intorno all'uomo, a questa figura di questo ragazzo che fa questo viaggio ludico o irreale nell'antro dei Corchia nella Alpi Apuane, e a un certo punto entra in un mondo fantastico, molto sfuggente. Una cosa che rende ancora più particolare quella che sta diventando una saga, è che il nostro è il prequel del primo album: il secondo in realtà come storia si colloca prima di “Oggetto di studio”, album in cui io non suono, non c'è il basso.”

Avete fatto come Spielberg: prima “Guerre stellari” e dopo il prequel.
D: “Anzi [ride, ndr], facciamo un appello: se qualcuno ci vuole prendere le canzoni come colonna sonora, visto che tanti ci dicono “a ma sembra una colonna sonora di qualcosa”, a noi piacerebbe buttarci in questo mondo, ma non siamo mai riusciti bene a interfacciarci. Speriamo che accada qualcosa in futuro.”

Intanto precisiamo: anche se non sentiamo molti testi, è un concept album questo.
G: “Sì sì, decisamente sì.”
D: “Sì, come diceva Giacomo c'è la storia di questo personaggio che è ispirata a uno dei primi ragazzetti utilizzati nel circo come bimbi prodigio, diciamo così, come uno dei primissimi uomini cannone, è Samuel Wasgate. Ci siamo ispirati a questo personaggio e in più ci siamo ispirati a una nostra esperienza di quando andammo a visitare l'antro del Corchia, da cui “antropico” che va visto in questi due modi. Lui questo viaggio ludico lo fa aprire da questa visita, perché noi andammo veramente a vedere l'antro del Corchia e scrivemmo una suite di tre brani ispirati a esso. Poi queste tre canzoni fanno da cornice al viaggio immaginario.”

Infatti nella storia si racconta di questa persona che cade in questa specie di antro, trova questo circo, Samuel appunto, e poi viene fatto un countdown dove l'uomo chiamato Lulù viene fatto uomo cannone.
D: “C'è proprio lui, la copertina dell'album è proprio la foto vera di questo ragazzetto, che chiamavano Lulù, il suo nome d'arte era Lulù e lavorava per questo circo Parini. Nell'album c'è anche la traduzione italiana di una delle pochissime canzoni ispirate a lui, che è di un cantautore americano. Noi l'abbiamo tradotta in italiano chiedendo il permesso e la recita Fabio Zuffanti, uno dei maggiori nomi del Prog italiano.”

Allora salutiamo il grande Fabio! Ma come procurarsi il vostro CD “Elemento antropico” e dove vedervi dal vivo?
D: “Di date ce ne abbiamo un po' in programma. Per il CD abbiamo copie fisiche ai live, ma basta scriverci su Facebook, profilo “Basta puntoesclamativo”, Bandcamp o Spotify.”
G: “Sicura è la data del 13 aprile a Genova all'Angelo azzurro, prima all'Altroquando a Treviso e poi siamo in lista per i Wobbler. Ringraziamo la Lizard record che ci ha fatto uscire come etichetta ufficialmente, mentre prima eravamo usciti indipendenti.”
D: “In Toscana c'è tanto fermento, tante band giovani. Bisognerebbe riuscire a fare un po' gruppo e organizzare. Bisogna trovare un po' di sponsor per questo.”

Da ultimo ricordiamo e salutiamo tutti i componenti del vostro gruppo.
D: “Allora salutiamoli uno per uno: Saverio Sistri che ci sta ascoltando, che è il chitarrista, Roberto Molisse che è il nostro batterista.”
G: “Io saluto Andrea Tinacci il nostro grande mastro, il clarinettista. Salutiamo tutti!”



lunedì 21 maggio 2018

Ricordando Francesco Di Giacomo...



"Quando sono andato a scuola mi hanno chiesto cosa volessi diventare da grande. Ho risposto: felice”. Mi dissero che non avevo capito l'esercizio e io risposi che loro non avevano capito la vita."
(John Lennon)


21 Maggio

Ci sarai sempre. Buon viaggio Capitano !
Wazza

Vedi che progettano, compongono, scompongono, decidono, cosi è com'è.
Senti che teorizzano tramutano, soppesano, deformano, così è com'è.
Sì accordano, poi intonano, dispongono, distonano, dirigono, così è com'è.
Guarda che bella neve, che bella neve c'è.

Eccoli, giurabili, onorabili, così inverificabili, così è com'è.
Toccali che curano, guariscono, dispensano miracoli, così è com'è.
Noi che restiamo immobili, scambiabili, così, sì, signoribili noi, così è com'è.
Guarda che bella neve, guarda quanta ce n'è.

Lo stato delle cose. 2007.

Francesco Di Giacomo.

domenica 20 maggio 2018

Paolo Cararo Band-‘Newborn’, di Luca Nappo


PAOLO CARRARO BAND-NEWBORN’

(Autoproduzione)
Di Luca Nappo

L'ascolto del nuovo EP della Paolo Carraro Band è una piacevole sorpresa non solo per le capacità tecniche del quartetto ma anche per come le svariate influenze, dal prog al jazz, dal metal al blues, che si rendono palesi delle cinque tracce strumentali di 'Newborn' si traducono in una proposta elegante e di sicuro impatto emotivo.
La band, originaria di Vicenza e attiva dal 2012, è composta da Paolo Carraro (chitarra), Daniele Asnicar (chitarra), Federico Kim Marino (batteria) e Federico Saggin (basso) e si è fatta un buon nome suonando nei locali della loro zona, oltre alla partecipazione a vari concorsi nazionali.
Rispetto al precedente EP 'You'd Better Run', il miglioramento è palpabile già dall'iniziale 'Introduction 1257' in cui la devozione al prog è miscelata da un gusto non scontato, privo di virtuosismi inutili e in cui la chitarra è la vera protagonista.
La band mostra personalità anche nelle successive 'Exeptions' in cui è evidente l'amore per un certo blues contaminato da elementi fusion anni '70 e Prog'N'Roll', che già dal titolo è ci introduce in brano dominato dal divertimento e dalla fantasia.
Se in 'Blue Jay River' il blues incontra il jazz in passaggi intensi e suggestivi, nella conclusiva 'Beck In Town', "la musica del diavolo" si arricchisce d’elementi heavy e tocchi di classe su una sezione ritmica prorompente.
Decisamente un lavoro d’alto livello che ha un solo difetto: la breve durata.
Dopo due EP di questo valore, infatti, l'appuntamento con un album di lunga durata è una speranza ma anche un consiglio che questa band possa seguire presto anche per dimostrare definitivamente il proprio valore.


TRACKLIST
01. Introduction 1257
02. Exeptions
03. Prog’n’Roll
04. Blue Jay River
05. Beck in Town


LINE-UP:
Paolo Carraro: Guitar
Daniele Asnicar: Guitar
Federico Saggin: Bass
Federico Kim Marino: Drums

CREDITS
All songs written by Paolo Carraro
Arranged by Paolo Carraro Band
Recorded & mixed by Paolo Carraro
Mastered by masteringbox.com
Artwork by Chiara Tosatto

www.facebook.com/Paolo-Carraro-Band-556880051049391/

 “Newborn” on Spotify: https://goo.gl/5Fzqwg